marzo 31 2008
delle tue cosce farei una religione
una filosofia
una scuola di pensiero
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marzo 31 2008
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marzo 30 2008



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marzo 28 2008
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marzo 28 2008
diciamo che sto a metà tra carletto mazzone e gli housemartins
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marzo 28 2008
amedeo nazzari
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marzo 28 2008
domani mia sorella compie quarant'anni io no
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marzo 28 2008
sto qui nel pieno della corrente che passa tra le due finestre fa freddo tiro la manica del maglione fin sopra le dita ghiacciate fisso un punto davanti a me dondolando la gamba accavallata le calze scendono un po' di più ad ogni movimento continuo ad osservare il punto non è un punto ma una setola di pennello rimasta impigliata nella tintura lavabile lo scrosto dondolo lo scrosto fa freddo lo scrosto la calza sinistra è ormai alla caviglia si lo scrosto rimane un cratere e penso a pompei.
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marzo 27 2008
E' tutto così semplice,
si, era così semplice,
è tale l'evidenza
che quasi non ci credo.
A questo serve il corpo:
mi tocchi o non mi tocchi,
mi abbracci o mi allontani,
il resto è per i pazzi.

p.c.
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marzo 26 2008
tolse la cinta e insieme ai pantaloni caddero a
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marzo 25 2008
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marzo 24 2008


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marzo 24 2008
non si può morire dentro

Credevo fosse quasi vuoto, da giorni lo spremevo col manico dello spazzolino sul bordo del lavabo. Era mattina presto, da poco passate le sette, il bollitore fischiava. Mi tolsi l'accappatoio, misi le lenti a contatto, presi il tubetto e d'improvviso il tappo partì in direzione del mio occhio sinistro, trapassò il cranio e puntò il bulbo come un quadro sulla parete di piastrelle alle mie spalle.
Morii così, orba e coi denti sporchi, tra carta igienica, spugnette e tavolette profumate per wc.
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marzo 24 2008
non si può morire dentro

Stavo ritirando i panni bianchi dalla lavatrice quando m'accorsi che il bracciale d'argento era rimasto impigliato al cestello. Nel tentativo di liberarmi urtai inavvertitamente la manopola dei programmi che puntò su centrifuga.
Morii così, sbatacchiata, tra mutande, lenzuola e tendine ricamate a mano.
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marzo 24 2008
cerebralmente commossa.
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